ANNALISA AMEDEO

Annalisa Amedeo si è diplomata come restauratrice di ceramiche antiche e materiali lapidei presso L’Istituto per L’Arte e il Restauro “Palazzo Spinelli” a Firenze. Ha lavorato in questo settore per molti anni collaborando con enti pubblici e privati, partecipando a stage annuali prestigiosi come quello presso il Laboratorio di Conservazione e Restauro del Museo Archeologico Nazionale di Napoli e quello presso Palazzo Vecchio a Firenze, nel Salone de’ Cinquecento e nel cortile di Michelozzo.

Dal 2011 partecipa a numerose mostre collettive e concorsi dedicati alla ceramica artistica contemporanea tra cui Impronte Vegetali a cura di Mara Ruzza presso L’Ex Mattatoio di Padova ed il Concorso Internazionale Lodifaceramica.

Le sue opere sono esposte in collezioni permanenti presso il Museo dell’Arte Ceramica di Ascoli Piceno ed il Museo della Casina delle Civette a Roma.

Attualmente collabora con varie gallerie del settore e dal 2015 ha aperto Alphagamma Arte, laboratorio e showroom dedicato alla ricerca nel campo della ceramica contemporanea, dove svolge attività di docenza ed organizza esposizioni artistiche.

Le componenti essenziali del lavoro di Annalia Amedeo sono intimamente legate alla natura e al ciclo di trasformazione e rinascita ad essa connessa.

 

Sono forme organiche o archetipe come gusci, valve di conchiglia, stratificazioni fossili che evidenziano momenti temporali; tracce di vita ed indizi di una esistenza in divenire, universi immaginari che lasciano intravedere elementi sensibili da scoprire ed interpretare.

 

Gli organismi da lei rappresentati possono mutare costantemente e non prescindono mai dal ruolo della bellezza come armonia, preludendo ad una sorta di forma organica mutante.

 

Nel suo lavoro si coglie uno slittamento percettivo non solo per le sensazioni immediate, evocate dal materiale, ma anche nei temi ricorrenti e nella scelta narrativa. Nelle sue opere, infatti, soggetto e composizione, spesso installazioni site-specific, sono classici, talvolta ancestrali, fino a sfiorare la dimensione astratta, ma ci appaiono contemporanei nella struttura sintattica con cui l’artista articola il racconto.

 

È un fare arte personale e fuori dagli schemi con uno sviluppo che può essere raccontato e spiegato ma i cui esiti non saranno mai compresi fino in fondo. Un approccio sensoriale e sensibile alle vicende della natura, della storia e dell’arte che si fondono in una rappresentazione unitaria.

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